La scorsa settimana Serena Brancale ha pubblicato il suo nuovo singolo, “Al Mio Paese”, realizzato insieme a Levante e Delia. Il brano si presenta come una sorta di dichiarazione d’amore musicale verso i piccoli centri del Sud Italia: un omaggio fatto di immagini legate alle tradizioni, ai legami familiari e a quel senso di appartenenza che spesso diventa più forte proprio quando si è lontani dalla propria terra d’origine.
Subito dopo l’uscita, però, il pezzo ha iniziato a generare anche un’altra conversazione online, meno legata al significato del brano e più alla sua struttura musicale. Alcuni ascoltatori, infatti, hanno notato una possibile somiglianza tra la melodia del ritornello e un vecchio jingle pubblicitario molto noto nei primi anni 2000, quello dello spot di Rio CasaMia. Da questa osservazione sono nati rapidamente confronti sui social, video ironici, remix e contenuti virali che hanno contribuito ad aumentare ulteriormente l’attenzione attorno al singolo.
Tra le voci che hanno alimentato il dibattito c’è anche quella di una nota tiktoker, @AnnaLu_Music, che si occupa spesso di analizzare presunti casi di somiglianze o “plagi” musicali. Dopo aver confrontato il ritornello di “Al Mio Paese” con il celebre jingle dello spot, ha sottolineato alcune affinità, spiegando: “C’è chi dice che assomiglia alla sigla di una nota pubblicità. E sì, la ricorda anche a me. Non sono proprio uguali però. Hanno la stessa tonalità, lo stesso BPM (cioè la velocità del brano) e lo stesso primo accordo; inoltre nella melodia ci sono alcuni passaggi simili. Ma non si può parlare di plagio vero e proprio, perché ci sono comunque delle differenze sostanziali”.
Nel frattempo, il riferimento allo spot di Rio CasaMia ha riportato alla memoria di molti spettatori un jingle rimasto particolarmente impresso, trasmesso circa 18 anni fa e diventato nel tempo quasi iconico per la sua orecchiabilità. Il commercial, diretto da Francesco Nencini, veniva descritto come un “East meets West: a Bollywood style Italian commercial”, e si distingueva per uno stile molto colorato e volutamente esagerato.
Per molti millennial, quello spot è rimasto un vero tormentone pubblicitario: una di quelle musiche che si fissano in testa al primo ascolto e che si finisce per canticchiare quasi senza accorgersene. Oggi, riguardandolo a distanza di anni, alcuni osservatori fanno notare anche come certe scelte estetiche e narrative possano risultare datate e persino discutibili, perché basate su stereotipi culturali che all’epoca venivano percepiti come semplici elementi ironici, ma che oggi possono essere letti in modo più critico.
Nonostante le discussioni e le interpretazioni contrastanti, Serena Brancale ha scelto di non alimentare la polemica e di rispondere con leggerezza, sfruttando proprio l’eco virale della somiglianza segnalata online. La sua reazione ironica, condivisa sui social, ha contribuito a riportare il focus sul tono giocoso della vicenda, trasformando una possibile critica in un ulteriore momento di visibilità per il brano.
