Alda D’Eusanio si racconta in una lunga e articolata intervista a Fanpage.it, ripercorrendo l’intera sua carriera televisiva e giornalistica, tra successi di ascolto, programmi di grande impatto sul pubblico, ma anche polemiche, rotture con la Rai e momenti di forte esposizione mediatica che hanno segnato in modo definitivo la sua immagine pubblica.
Fin dalle prime battute, la conduttrice abruzzese mette in evidenza quello che definisce un “refrain” costante della sua vita professionale: la capacità di portare al successo i programmi che conduceva e, allo stesso tempo, la tendenza a essere progressivamente allontanata o sostituita. Un meccanismo che interpreta come il risultato della sua indipendenza, del suo carattere diretto e della sua difficoltà ad adattarsi a logiche di potere o appartenenze politiche nel mondo televisivo.
D’Eusanio racconta le sue origini, dalla provincia abruzzese al trasferimento a Roma, gli studi in Sociologia e i primi lavori nel mondo dell’editoria e del giornalismo. Prima ancora di arrivare alla conduzione televisiva, si forma come redattrice, correttrice di bozze, ricercatrice e poi giornalista televisiva, costruendo gradualmente una carriera all’interno della Rai attraverso ruoli diversi e progressivi. Sottolinea come il suo ingresso nel mondo della televisione sia stato lungo e faticoso, senza scorciatoie, fatto di esperienze accumulate nel tempo fino ai primi incarichi importanti.
Tra le tappe fondamentali della sua carriera cita il lavoro al Tg2, dove inizia come cronista e poi passa anche allo sport e alla conduzione di notiziari notturni, prima di affermarsi anche nel settore dell’intrattenimento e dell’approfondimento. In quegli anni si forma professionalmente accanto a figure che poi diventeranno volti noti della televisione italiana, vivendo da vicino anche le dinamiche interne complesse dei telegiornali e della Rai.

Uno dei passaggi più significativi della sua carriera arriva con Italia in diretta, programma considerato antesignano de La vita in diretta. D’Eusanio racconta di aver contribuito in modo diretto alla sua ideazione e impostazione, rivendicando il successo del format e allo stesso tempo il fatto di esserne stata allontanata dopo una sola stagione. In questo periodo emergono anche le prime forti controversie mediatiche e politiche, legate a intercettazioni e rapporti personali che vengono trasformati, secondo il suo racconto, in scandali mediatici.
La conduttrice ricorda infatti le polemiche legate alla sua amicizia con Bettino Craxi, che in quel periodo generano forti reazioni politiche e mediatiche. Le intercettazioni telefoniche e la loro diffusione contribuiscono a costruire attorno a lei un’immagine controversa, che lei definisce profondamente distorta rispetto alla realtà dei rapporti personali. Sostiene di essere stata attaccata ingiustamente e di aver subito una sorta di processo mediatico e istituzionale, nonostante non vi fossero, a suo dire, comportamenti illeciti.
Nel racconto emerge anche l’episodio legato a Marco Pannella e alla trasmissione Italia in diretta, quando durante una puntata il leader radicale consegna in diretta un pacco contenente hashish. L’episodio genera ulteriori conseguenze legali e disciplinari, portando D’Eusanio a essere sottoposta a procedimenti e verifiche da parte dell’Ordine dei Giornalisti e della Rai, che lei descrive come anni di forte pressione e isolamento professionale.

Successivamente ripercorre l’esperienza con Al posto tuo, programma di grande successo su Rai2 che raggiunge ascolti molto alti e si contrappone anche a programmi popolari come quelli di Maria De Filippi. D’Eusanio rivendica la forza innovativa del format, basato su storie di vita rielaborate in forma televisiva, e respinge le accuse di falsità mosse da alcune trasmissioni satiriche come Striscia la Notizia. Secondo la sua visione, si trattava di una forma di narrazione televisiva costruita, ma coerente con il linguaggio dello spettacolo e pienamente compresa dal pubblico.
La conduttrice riflette anche sul rapporto con l’informazione satirica e con le critiche mediatiche, sostenendo che proprio gli attacchi ricevuti abbiano contribuito in parte alla notorietà dei suoi programmi. Non nega le polemiche, ma le interpreta come una forma indiretta di promozione, inserendole in una visione più ampia della televisione come spazio di spettacolo e rappresentazione, non necessariamente di verità assoluta.
Ampio spazio viene dedicato anche ai momenti più controversi della sua carriera, tra cui episodi legati alla gestione di contenuti sensibili e alla scelta di ospiti in trasmissione, come nel caso di personaggi transgender e di storie familiari complesse portate in televisione. D’Eusanio rivendica queste scelte come anticipatrici di una televisione più inclusiva e aperta, anche se all’epoca spesso oggetto di critiche e polemiche.

Negli anni successivi affronta una fase di progressivo allontanamento dalla conduzione di programmi di punta, passando a format meno centrali o a esperienze più brevi. Racconta di sentirsi spesso non sostenuta dalle strutture dirigenziali della Rai, sottolineando come, a suo avviso, le mancasse una rete di protezione all’interno dell’azienda, elemento che avrebbe inciso negativamente sulla sua continuità professionale.
Arriva poi anche il racconto dell’esperienza più recente, quella del Grande Fratello Vip, conclusasi con la sua espulsione dopo alcune dichiarazioni controverse. D’Eusanio difende le proprie parole, attribuendole a un linguaggio impulsivo e a un carattere diretto, ribadendo di non aver mai avuto intenzioni offensive. Collega questo episodio anche al cambiamento personale seguito a un incidente che, secondo il suo racconto, ha influito sul suo modo di comunicare e sulla sua impulsività.

Infine, la conduttrice si sofferma sul presente e sul suo rapporto con la televisione contemporanea, che definisce profondamente cambiata rispetto al passato e sempre meno compatibile con la sua visione del mestiere. Sostiene di aver chiuso definitivamente con la tv, scegliendo di non partecipare più nemmeno come ospite o opinionista, e rivendica questa decisione come una forma di libertà personale conquistata dopo una lunga carriera intensa e spesso conflittuale.
Nel complesso, l’intervista restituisce il ritratto di una figura televisiva complessa e divisiva, che rivendica con forza il proprio ruolo nella storia della televisione italiana, le proprie scelte editoriali e personali, e una carriera vissuta costantemente tra grandi successi di ascolto e altrettanto grandi controversie pubbliche, in un equilibrio instabile tra popolarità e conflitto mediatico.
